Mattina

C1. Una casa per me (II parte) – PLENARIA – Richiesto accreditamento per Assistenti Sociali  // Ore 9.00 – 10.00

Foto ragazza casaLa sessione plenaria intende riflettere sulla cultura organizzativa e assistenziale che orienta le aziende di servizio, ancora fortemente condizionata da necessità di standardizzazione che, come si sa, riducono inevitabilmente le possibilità di una progettazione personalizzata, ovvero più calata sulle reali problematiche e sui reali bisogni delle persone. Bisogni che non sono solo di tipo clinico-funzionale, ma anche di tipo esistenziale (le persone che accedono ai servizi hanno paure, preoccupazioni e desideri!).

Si rifletterà quindi su come il cambiamento di paradigma nei servizi richieda la messa a punto di un impianto di assesment che sia in grado di intercettare non solo i problemi, ma anche i valori e le aspettative della persona. Si ragionerà cioè su come si possa passare dalla compilazione di un PAI a quella di un «Progetto di Vita», che tenga conto davvero di tutte le dimensioni che concorrono al benessere della persona. Questi argomenti saranno trattati in una prima parte teorica, cui seguirà un’intervista a Luca Lodi, autore di Lunafasia, romanzo di fantasia che riesce a mettere ben in luce i limiti di una cultura assistenziale rigida e poco attenta all’umano.

Programma

  • Roberto Franchini (Ph.D., Responsabile Area Strategia, Sviluppo e Formazione, Provincia Religiosa Madre della Divina Provvidenza, Docente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore): Dall’empatia al metodo: assesment esistenziale e progetto di vita
  • Intervista a Luca Lodi, autore del romanzo Lunafasia (ED. 2019), a cura di Editrice Dapero.

Attenzione: per ottenere i crediti per Assistenti Sociali è necessario partecipare anche al workshop C2.

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C2. Per una RSA chiamata CASA: come offrire risposte personalizzate a bisogni nuovi e complessi (II parte) – Richiesto accreditamento per Assistenti Sociali  //Ore 10.30 – 17.30

casaAbstract: Dalla consapevolezza dei nuovi bisogni della popolazione anziana si deve procedere a una progettazione di nuovi servizi, o meglio a una co-progettazione di questi, che goda del coinvolgimento attivo di famigliari e utenti stessi. Si tratta di un ripensamento dell’offerta che procede di pari passo con l’ideale di trasformare sempre più le strutture da luoghi di cura a luoghi di vita. Affinché ciò avvenga si può fare molto non solo a livello di modelli assistenziali utilizzati, ma anche a livello di ambienti, nonché a livello di miglioramento dell’immagine e della comunicazione esterna dell’azienda di servizio.

Scopo: Il presente workshop ha quindi lo scopo di dare indicazioni ai partecipanti sulle modalità per co-costruire nuovi servizi, più personalizzati e calati sui bisogni emergenti di utenti e famigliari.

Format. Si alterneranno interventi di tipo teorico-scientifico per far luce sui dati, ad altri di tipo esperienziale per mostrare come già in alcune parti d’Italia siano in atto risposte innovative. Si proseguirà poi con un lavoro a piccoli gruppi per riflettere sugli ostacoli – di tipo culturale, organizzativo ed economico – che impediscono di lavorare efficacemente nell’ottica di un nuovo futuro condiviso e riducono l’efficienza del lavoro quotidiano.

Intervengono: 

  • Renato Dapero (Editore, esperto di servizi sociosanitari), conduce e modera
  • Romano Astolfo (Coordinatore SENIORnet, Sinodè): La relazione con utenti e stakeholder: fra adempimenti burocratici e miglioramenti organizzativi.
  • Simona Genovese (Educatrice Professionale, Azienda AUSL di Bologna): La s-contenzione nelle CRA di Bologna: un’esperienza di co-costruzione di un cambiamento.
  • Giorgio Pavan (Direttore ISRAA, Treviso): «Borgo Mazzini»: l’innovativo modo di abitare a Treviso.

Al termine degli interventi è previsto un dibattito aperto ai partecipanti, cui seguono i lavoro di gruppo.

Attenzione: per ottenere i crediti per Assistenti Sociali è necessario partecipare anche al workshop C1.

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Lavori di gruppo

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I partecipanti saranno divisi in 4 gruppi e lavoreranno in modo dinamico secondo la modalità del world caffè.* Ogni gruppo – gestito dalle figure del facilitatore e del focalizzatore –  affronterà uno fra i seguenti “ostacoli” all’innovazione dei servizi, cercando di sperimentare soluzioni creative:

 

1 – La non idoneità delle soluzioni architettoniche del passato

2 –  Gli impedimenti della burocrazia rispetto all’efficienza organizzativa

3 – Paure e pregiudizi di operatori e famigliari

4 – La mancanza di un linguaggio condiviso con utenti e stakeholder

Il world cafè prevede che tutti i presenti partecipino a tutti i tavoli, ruotando di posto ogni mezz’ora. A ogni tavolo resteranno fissi un facilitatore e un focalizzatore: il primo avrà il compito di facilitare la discussione di ogni gruppo, mentre il secondo di fare sintesi tra tutti i contenuti che emergono di gruppo in gruppo e di elaborare una restituzione finale.

Destinatari: Direttori, Coordinatori, Responsabili dei servizi sociosanitari, Architetti, Progettisti sociali, Assistenti sociali.

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C3. Così vicini, così lontani. Teorie e pratiche per l’accompagnamento efficace nel fine vita (I parte)*Richiesto Accreditamento ECM // Ore 10.30 – 12.30

fine vita.jpegAbstract: La cura nel tempo dell’accompagnamento al fine vita, ai morenti e ai loro cari, richiede alcune conoscenze sulla gestione dei fenomeni che caratterizzano questa fase delicata e spesso incompresa. Tale workshop fornirà quindi preziose indicazioni di tipo teorico, per affrontare la congiura del silenzio, sostenere il morente anche in fase di agonia e dare supporto significativo ai famigliari, tramite pratiche e tecniche specifiche.

Le qualità essenziali dei caregiver nascono, innanzitutto, dal possedere una mappa concettuale adeguata all’attuale tempo sociale e culturale. Sarà presentato a tal proposito il metodo ProtocolloUmano (ProUman), che si offre come possibilità sperimentata efficace, aperta al confronto con altre esperienze.

Relatore:

  • Laura Padmah Galantin (psicologa, psicoterapeuta, formatrice).

*Il workshop prosegue al pomeriggio con una seconda parte pratica (workshop D1), ma i partecipanti sono liberi di seguire solo la parte teorica del mattino.

Attenzione: per ottenere i crediti ECM, invece, è necessario partecipare anche al workshop pomeridiano D1. 

Destinatari: Tutti i professionisti che operano in hospice o in strutture residenziali per anziani.

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C4. L’accoglienza del nuovo residente oltre l’ingresso: idee per creare il benessere del residente, della famiglia e degli operatori // Ore 10.30 – 12.30

sentemente.pngAbstract: Come sappiamo, il momento dell’accoglienza di una persona anziana in struttura è delicato e deve essere considerato con cura. Si tratta di un cambiamento notevole tanto per l’anziano e per la sua famiglia, quanto per il personale che accoglie.

Il workshop intende analizzare questo passaggio «da una casa a un’altra casa», sotto la guida teorica del modello Sente-mente®. I relatori forniranno ai partecipanti spunti di tipo anche pratico ed esperienziale, per mostrare come si possa concretamente costruire quell’alleanza terapeutica tra residenti, operatori e famiglie.

Relatori:

  • Simona Sertorio (Felicitatrice Senior del Sente-Mente® Project, Educatrice, Counselor e formatrice), conduce e modera
  • Letizia Espanoli (Founder Sente-mente® project): La raccolta biografica come possibilità per accedere ai paesaggi dell’anima e costruire l’alleanza terapeutica
  •  Martina Bonafini (Educatore, Felicitatore Supervisore Sente-mente® project): L’autobiografia: idee per vivere la relazione con la persona anziana.
  • Stefania Nucaro (Coordinatore Istituto Sant’Anna e Santa Caterina di Bologna): Il progetto accoglienza per la prevenzione del rischio maltrattamento: idee pratiche dal piano di miglioramento 2019 e primi risultati.

Destinatari: Operatori e Responsabili di servizi per anziani residenziali e semi-residenziali.

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C5. Traslocare in RSA: le condizioni per sentirsi a casa secondo Qualità e Benessere // Ore 10.30 – 12.30

download.pngAbstract: Nel sistema valoriale del Marchio Qualità e Benessere, «Comfort» è la possibilità di fruire di un ambiente fisico, nel quale la persona vive e opera potendo coniugare le proprie esigenze personali e di vita comunitaria, con particolare attenzione alla dimensione famigliare.

Il workshop intende quindi riflettere su come si possa dare all’ambiente residenziale un aspetto accogliente, caldo e adatto alle necessità e alle patologie dei residenti, senza però farlo diventare forzosamente sanitario. Si vogliono cioè rifiutare i modelli dell’ospedale e dell’albergo per avvicinarsi il più possibile al modello della casa, agendo su almeno due livelli: garantendo la vicinanza al verde di tutte le persone residenti (comprese coloro che hanno difficoltà a fruirne per motivi sanitari) e considerando la camera come la casa del residente (che deve poter essere utilizzata anche per scopi diversi dal sonno e dall’allettamento in caso di malattia, divenendo il più possibile accogliente, flessibile e personalizzabile).

Il workshop si configura come tappa emiliana del Benfare ed è a libero accesso per tutte le strutture aderenti al marchio Q&B.

Relatori:

  • Delio Fiordispina (Presidente associazione Qu.Be.): Il cambio di paradigma. Ospizio  -> Casa di Riposo -> Residenza per Anziani -> Casa.
  • Tania Bedogni (Coordinatrice del Marchio Qualità e Benessere, Referente specialista processi socio relazionali – Coopselios): Cosa mi porterei in struttura – esiti dell’indagine iniziale con i partecipanti al seminario.
  • Massimo Giordani (Presidente Qualità e Benessere, Direttore UPIPA): Traslocare in RSA. Le condizioni per sentirsi a casa secondo Qualità e Benessere.
  • Isabella Caponi (Coordinatrice Villa Serena Montaione, FI): Il lavoro svolto dalla Struttura Villa Serena di Montaione per la personalizzazione degli ambienti a partire dalla storia di vita.
  • Linda Bottazzi (Coordinatrice CRA Al Parco, Monticelli Terme, PR, Coopselios): Il progetto del miglioramento degli ambienti.

Destinatari: Personale delle RSA aderenti al marchio Q&B, Operatori e Responsabili di servizi per anziani residenziali e semi-residenziali.

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C6. La mano magica. Laboratorio sul contatto corporeo – A cura di Viaggiatori Controcorrente // Ore 10.30 – 12.30

 

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La mano è una parte importantissima del nostro corpo, che ci permette di entrare in relazionecon gli altri esseri umani: attraverso il tocco conosciamo e stabiliamo legami, accarezziamo, accudiamo, ci presentiamo, salutiamo, ci difendiamo e a volte aggrediamo. Il laboratorio, di natura pratica ed esperienziale, ha lo scopo di mostrare alcuni interventi che è possibile realizzare con persone con gravissime disabilità, passando proprio attraverso il tocco. Lo scopo è toccare l’altro riconoscendo al corpo – e in particolare alla mano – il ruolo di porta d’accesso alla relazione e al rilassamento. I partecipanti potranno conoscere i punti della mano che favoriscono il benessere e che stimolano la comunicazione fra operatore e persona coinvolta, e impareranno come strutturare attività dedicate.

Destinatari: Educatori  professionali, tutti i professionisti che operano nell’équipe di cura.

 Attenzione: trattandosi di un laboratorio pratico il numero di posti disponibili è limitato, si consiglia di prenotarsi per tempo! Numero max partecipanti: 25

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