«Riconoscersi ancora»: un libro a sostegno dell’assistenza domiciliare per anziani

«Anni fa, durante la consueta attività di gruppo, un’anziana donna affetta da demenza, rivolgendosi a un’altra molto compromessa e incapace di stare seduta, disse: “lei si è alzata perché vuole che noi la ri-co-no-scia-mo!» (Introduzione, p.11)

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Riconoscere” è un verbo controverso: seguendo l’etimologia, per ri-conoscere qualcosa  – o qualcuno – bisognerebbe prima conoscerla. C’è un sapore indiscutibilmente intellettuale nel termine che, se lo consideriamo nella sua accezione più psicologica e umana, potrebbe darci qualche problema.

Si dà per scontato che il riconoscimento passi sempre per una mediazione e che questa mediazione resti la stessa nel tempo. Parliamo del nostro riconoscimento per esempio, della nostra identità. La associamo a qualche descrizione specifica: una connotazione fisica, un tratto del carattere, una voce, un modo di parlare, di esprimersi, un ruolo sociale ecc. Ma se qualcuno di questi fattori – per l’età, l’insorgere di una patologia, la demenza… venisse meno, che cosa resterebbe a quel punto della nostra identità? E di quella degli altri?

Ecco da dove inizia Riconoscersi ancora (ed. Dapero 2019): dalla constatazione di quanto sia difficile preservare l’identità della persona all’interno di un processo di dissipazione, come lo è la demenza, che comporta la perdita della parola, della memoria, del linguaggio e delle relazioni. Ecco dunque da dove sorge il senso di un sostegno professionale per l’anziano fragile e per i suoi familiari:

«Mantenere, anzi rinforzare, aspetti dell’identità del soggetto anziano, anche se cognitivamente compromesso; creare occasioni di incontro, offrendo la possibilità di mettersi in relazione col mondo dentro e fuori dalla casa, sono gli obiettivi di questo lavoro». (Introduzione p.12)

 

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Imparare a riconoscere nonostante tutto non è facile come dirlo: serve un lavoro di accettazione totale della persona, che passa dalla comprensione profonda dei suoi stati emotivi per arrivare alla consapevolezza di quanto, anche nel declino cognitivo, si possano ritrovare degli elementi di continuità con la persona prima della malattia e si possa accettare che il proprio caro esprima messaggi significativi anche in forme diverse da quelle canoniche.

Le tre autrici, Rita D’Alfonso, Manuela Graziani e Cinzia Siviero, all’interno della narrazione, ci guidano in un itinerario nel mondo dell’intervento a domicilio, affinché le famiglie possano imparare a valorizzare le risorse presenti, migliorando le proprie capacità di accoglienza nella presa in carico dell’anziano fragile a domicilio.

La casa è il luogo per eccellenza dell’identità e simbolo delle relazioni più intime ed è proprio il luogo dove si fa maggiore sforzo a ritrovare un’identità così legata a uno spazio e alla sua storia. Ma non soltanto i familiari possono e devono migliorare i propri interventi: anche gli operatori dei servizi domiciliari hanno bisogno di una guida e una formazione in tutto ciò, per non entrare a gamba tesa in un contesto familiare denso di regole non scritte, consuetudini e sistemi di fiducia ben sedimentati. Infatti, per poter essere di sostegno e non di intralcio è necessario imparare a prendere le misure di ogni sistema familiare, conoscerne i valori presenti, i sistemi comunicativi, i ruoli.

Il modello culturale, o meglio, l’approccio che in tutto il testo rappresenta il riferimento teorico e pratico è il Metodo Validation®, basato sull’attribuzione di valore alle emozioni della persona e sulla capacità di riconosce quelle emozioni come canali di espressione allo stesso titolo di quelli cognitivi.

Esperienze, studi teorici, tecniche e metodi per la cura di sé fanno di questo libro un supporto importante per i caregiver, soprattutto alla luce di un assottigliamento delle risorse private e pubbliche che rendono il sistema di welfare sempre più precario.

 

 

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PS Rita D’Alfonso e Cinzia Siviero parleranno del libro all’interno dell’evento “Essere caregiver” che si terrà mercoledì 5 giugno presso la “Fondazione La Residenza” di Malnate (VA), un evento per i familiari e per il personale di cura.

Vi aspettiamo!

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