Possono i servizi residenziali farci sentire a casa?

Mi piace tornare a casa a scaldarmi le ossa vicino al fuoco, dice David Gilmour nella celebre canzone Time dell’album The Dark Side Of The Moon (1). Un verso che restituisce immediatamente l’immagine del focolare accogliente, caldo, intimo e comune a tutte le culture.

Il concetto di “casa” – che abbiamo reso protagonista nella prossima edizione del Meeting Delle Professioni Di Cura – riguarda anche questo suo aspetto intimo e familiare, ma non si arresta qui.

Il tema è infatti assai più variopinto e onnicomprensivo: la casa è uno spazio a metà fra il metaforico e il reale, è quel luogo-non luogo che colpisce tanto la nostra fisicità quanto la nostra identità: ci protegge, ci aiuta e ci sostiene dal punto di vista corporeo – attraverso i suoi comfort – ma ci ricorda anche chi siamo e come vogliamo vivere.

Casa”, rispondendo a questi bisogni dell’individuo così trasversali, astratti e allo stesso tempo concreti, può moltiplicarsi in una pluralità di sensi, di dimensioni e di situazioni.

Ecco perché non esiste soltanto una casa ed ecco perché possiamo rendere qualunque luogo una vera e propria casa.

Questo è il pensiero di fondo dal quale siamo partiti per proporre questo tema al Meeting, perché crediamo che anche i servizi assistenziali per anziani possano e debbano tutti restituire agli anziani residenti il loro concetto di casa.

Ma come arrivare a ripensare i servizi in modo da essere in grado di assolvere a questo compito?

Riflettendo e mettendo in comune pratiche, studi, esperienze, conoscenze, idee. Questo è il senso di un incontro come il Meeting: l’avere un’occasione per raccontarsi in cosa e come dovrebbe migliorarsi l’assistenza all’anziano, ognuno apportando il proprio contributo.

Chi ci conosce sa che il cuore tematico del Meeting è rappresentato dalla Sala delle Volte – che ospita da anni l’incontro fra i manager del settore – presso la sede ormai consueta della Villa del Vescovo. E, a proposito del cuore pulsante del Meeting, oggi vogliamo rendervi partecipi della programmazione raccontandovi  e anticipandovi qualcosa in più di quel che accadrà nella Sala delle Volte  il prossimo 4 e 5 aprile.

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Il primo giorno è prevista una prima sessione plenaria dedicata all’aspetto fisico, infrastrutturale e progettuale della casa, al fine di capire meglio cosa manchi alle strutture residenziali per trasformarsi in vere e proprie case.

Per  immaginare i servizi residenziali del futuro, ipotizzando cambiamenti e rinnovamenti, si deve infatti prima di tutto conoscere quale quadro di riferimento della popolazione anziana si verrà a profilare.  E se in futuro non tutti chiederanno servizi di tipo sociosanitario, allora si dovranno prevedere soluzioni residenziali “più leggere”, con servizi modulati secondo le diverse esigenze e sempre meno monolitici.

Altro aspetto è quello legato alla dimensione architettonica,  per definire il tipo di progettazioni che potranno essere fatte sulla base delle caratteristiche della persona, “ascoltando” le diversità esistenti.

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Anche il secondo giorno è prevista una sessione plenaria, questa volta rivolta al tema della personalizzazione dei servizi. L’idea di fondo è che, se devo poter riconoscere un focolare come il mio, allora devo poter essere coinvolto, interpellato e inglobato nella scelta ma soprattutto nella progettazione del servizio. Cercheremo, attraverso i vari interventi, di capire se sarà possibile rispondere – e come – alla domanda: “posso scegliere la mia casa?”. L’intento è quindi verificare se i  servizi saranno in grado di porsi nelle condizioni di ascoltare, osservare e riconoscere l’altro in quanto soggetto in sé: libero, diverso e unico, al quale spetta un servizio ad hoc, al di là del rischio di standardizzazione e oltre i pericoli della burocrazia.

Il nostro intento è dunque quello di approfondire gli attuali assetti di offerta di servizi residenziali per anziani, per capirli, studiarli a fondo e per andare oltre gli attuali modelli. Da un confronto fra varie esperienze se ne potrà ricavare molto in termini di idee di rinnovamento per il futuro. E, con l’intento di voler dare un’occasione di confronto a diverse realtà (distanti per vision, mission o per differenze regionali e normative) vorremmo provocare e mettere in discussione le conoscenze date per scontate. Crescere attraverso la comunicazione, diffondere e migliorare le condizioni di vita di chi usufruisce dei servizi e di chi vi lavora è da sempre il nostro obiettivo. Per questo vogliamo rendervi protagonisti dell’evento e della sua programmazione.

E, in particolare, oggi, vi proponiamo di rispondere ad una domanda che sta al centro di una nostra nuova iniziativa che vorremmo lanciare:

“Che cos’è per me la casa?”

 

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Questa domanda la rivolgiamo a voi che lavorate presso le strutture residenziali per anziani, a voi che vogliamo coinvolgere a tutto tondo nelle nostre attività.  Potrete rispondere con uno slogan, una frase o un concetto, tale da esprimere il vostro senso di casa, quello di cui vi fate rappresentanti ogni giorno nel devolvere le vostre energie e competenze al servizio per gli anziani.

Potete inviarci la vostra risposta in commento all’articolo su questo blog oppure privatamente (all’indirizzo info@editricedapero.it).

Le vostre risposte verranno pubblicate in questo blog alla sezione “Cos’è la CASA per te: esperienze di servizi eccellenti“.

Commentate e fateci sapere di quale casa vi fate portavoce!

 

 

Note:

(1)

<<Homedownload Home again
I like to be here
When I can

When I come home
Cold and tired
It’s good to warm my bones
Beside the fire>>. (Time, Pink Floyd – The Dark Side Of The Moon)

 

(2) Le proposte formative copriranno altri temi connessi alla casa e dedicati a tutte le figure di riferimento della cura.

La programmazione definitiva del Meeting sarà resa pubblica in questo sito e sui nostri canali social entro la fine del mese di gennaio.

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