Lunafasia: il romanzo che cambierà le RSA

prima di copertina.

«Quella che state per leggere non è una biografia, né un diario o una raccolta di aneddoti. È la storia, fedele e particolareggiata, di una sola notte. Una notte straordinaria: la notte che ha cambiato la mia vita.»

Inizia così la narrazione di Camillo, un OSS romantico e un po’ impacciato, che avrà l’onore di assistere a un vero e proprio prodigio durante il suo turno di notte in RSA. Si tratta della magia portata dalla Luna Blu, grazie alla quale tutti gli anziani residenti avranno il potere di ringiovanire per una sola notte. Tra loro, il posto d’onore va riservato a Clotilde, che non è solo un’anziana affetta da afasia e che si esprime attraverso urla a causa della demenza, ma è anche una persona con una storia, con bisogni e desideri, con un’umanità che talvolta traspare nel suo effimero sorriso. Clotilde è il motivo per cui Camillo ama il suo lavoro e sarà lei che – una volta ringiovanita e ritrovato il potere della parola – gli farà notare tutti i limiti che risiedono nel sistema organizzativo che domina la struttura.

Tra le pieghe di una narrazione coinvolgente, emergono quindi concetti che ci inducono a riflettere sul nostro modo di lavorare all’interno delle RSA. Primo tra tutti l’abuso delle terapie farmacologiche, che spesso le colleghe di Camillo somministrano più per il loro benessere che per quello degli anziani (non è un caso che l’unico momento in cui Clotilde non sorride sia proprio quello in cui è «stesa dalla terapia»!). Per non parlare della «brutta fine» che fa la contenzione fisica all’interno del romanzo. Se la domanda che Camillo pone a inizio libro (ovvero: «chi tutela davvero la contenzione?») ci scuote, la storia di Alderico, anziano innamorato e ringiovanito che corre a liberare sua moglie Maria da fasce contenitive e spondine, ci arriva dritta come un colpo al cuore.

Ma le critiche che la storia mette sul piatto si estendono anche ad aspetti decisamente più quotidiani, che siamo più propensi a lasciare per scontati, come per esempio: le modalità in cui normalmente si scrivono le consegne, la separazione rigida tra aspetti sociali e sanitari o la standardizzazione degli arredi. Si tratta di elementi solo all’apparenza di poco conto, ma che di fatto riducono le possibilità di mettere davvero «la persona al centro» («non siamo mica conigli per avere la stessa gabbia!», dirà Clotilde notando che ogni camera è la copia dell’altra, con la sola differenza dell’occupante).

Questi sono solo alcuni tra i tanti elementi della storia grazie ai quali l’autore riesce a prenderci per mano e ad accompagnarci là dove sarebbe più giusto che noi stessimo: nello sguardo dell’anziano. È questa in ultima analisi la vera cifra dell’opera, di cui la storia romanzata è solo una parte (ancorché utilissima per imparare a costruire un mondo assistenziale migliore!). Il romanzo è infatti preceduto da una prefazione molto interessante, scritta dalla Emilia Lazzarini, signora anziana che vive in RSA e che ci racconta che cosa vuol dire per lei «Casa di Riposo» (chi meglio di chi la abita, ce la può raccontare?). Il contributo della signora Emilia si estende inoltre alle «schede di approfondimento» che chiudono il libro. Ebbene sì, perché dopo il racconto di fantasia, l’autore vuole riportarci alla realtà offrendoci strumenti operativi per gestire al meglio il lavoro di cura. Ogni scheda è infatti dedicata a un problema chiave (es. come comunicare con l’anziano, come scrivere le consegne, come affrontare i decessi, come riconoscere la normalità della demenza, ecc.) e fornisce indicazioni per portare innovazione in ognuno di questi aspetti, in parte attraverso il pensiero dell’autore e in parte attraverso la voce di Emilia.

Lunafasia è quindi il primo «romanzo formativo» che fa capolino nella letteratura del settore dell’assistenza agli anziani e che ha uno scopo ben preciso: guidarci verso un cambiamento di prospettiva, andando oltre i preconcetti di cui tutto il mondo delle RSA è vittima. La notte magica che l’OSS Camillo ha avuto la possibilità di vivere può essere la prima di una lunga serie di magiche notti se tutti ci impegniamo a costruire un cambiamento. Anche se Camillo stesso ci ricorda quanto sia difficile realizzare un cambiamento quando questo non riguarda solo noi stessi ma un sistema organizzativo più complesso, abbiamo la responsabilità di provarci.

Camillo sarà il nostro modello buono in questa direzione, dato che anche lui per primo ha dovuto cambiare prospettiva per credere alla storia della Luna Blu, che stravolgeva la linearità stessa del ciclo della vita. Ed è proprio perché la ragione fa fatica ad accettare che vengano stravolte le leggi (umane o naturali che siano), che per una volta abbiamo voluto chiedere un prezioso aiuto all’immaginazione.

 

* Il libro Lunafasia uscirà il 9 febbraio, giorno in cui inizierà il suo tour di presentazioni in giro per l’Italia. La prima presentazione sarà a Caidate di Sumirago, in provincia di Varese, in compagnia di Luca Lodi ed Emilia Lazzarini (clicca qui per scaricare la locandina).

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* Il libro sarà inoltre presentato alla sessione plenaria del Meeting delle Professioni di Cura, a Piacenza, il 5 Aprile 2019, alla quale siete tutti invitati a partecipare (clicca qui per scoprire il programma del meeting).

 

>>> per info sul libro consulta il sito: http://www.editricedapero.it <<<

 

 

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