Evoluzione dei bisogni e servizi: siamo pronti?

Lo scorso 6 dicembre ha avuto luogo a Castellanza l’XI convegno annuale organizzato dall’Osservatorio Settoriale sulle RSA della LIUC Business School. Un evento molto partecipato, che ha visto coinvolti stakeholder, esperti del settore, rappresentanti di associazioni e delle istituzioni.

Convegno-Osservatorio-RSA.jpg

Il convegno, il cui titolo era “RSA: è tempo di riforma?”, ha provocatoriamente stimolato una riflessione sullo stato dell’arte delle RSA lombarde, condotto a partire da alcune evidenze raccolte dall’Osservatorio, che ad oggi, contando oltre 240 strutture associate, rappresenta uno strumento di spicco di benchmarking sul settore.

Nella prima fase del convegno, Antonio Sebastiano, direttore dell’Osservatorio, ha illustrato alcuni dati:

“lItalia ha una dotazione di 19,2 posti letto ogni 1.000 anziani residenti, contro una media OCSE di 49,7. Regione Lombardia all’interno del panorama è sicuramente un’oasi felice, con una dotazione di 28,28 posti letto ogni 1.000 anziani residenti, ma non possiamo restare fermi – afferma Sebastiano – soprattutto in ragione dell’evoluzione demografica e del profondo modificarsi della struttura della famiglia, dato che in futuro si ridurrà certamente il numero dei caregiver famigliari.”

Oltre a ciò, il docente ha anche aggiunto che:

“se si volesse mantenere inalterato nel tempo l’attuale indice di dotazione di posti letto lombardo in ragione dell’evolversi della struttura demografica, oggi pari al 5,48% degli over 75, già nel 2030 servirebbe arrivare ad avere 76.870 posti letto a fronte degli attuali 63.576. Posto che una tale crescita non può essere sostenibile, è necessario programmare un complessivo ripensamento dell’insieme dei servizi attualmente offerti alla popolazione anziana non autosufficiente”.

rsa_tempo_riforma.jpg

C’è dunque uno squilibrio importante fra il trend evolutivo dei bisogni e quello dei servizi, tale da rendere impellente un bisogno di cambiamento. Ma in quale senso è possibile riformare e a partire da quali consapevolezze? E, soprattutto, siamo davvero pronti alle novità?

È chiaro che, non trattandosi meramente di un problema quantitativo per cui basterebbe aumentare il numero dei posti letto (posto che già sia difficile da realizzare), è opportuno riflettere su una direzione di rotta che modifichi la qualità dell’assistenza.

Dagli interventi del convegno emerge la consapevolezza di mantenere il modello RSA come punto nevralgico dell’erogazione dei servizi, ovvero come centro dal quale far dipartire una serie diversificata di prestazioni sociosanitarie. Sarebbe dunque questo il punto di partenza: trasformare le attuali RSA in centri di assistenza a tutto tondo. E, secondo il professor Sebastiano, la sfida alla quale le RSA sono oggi chiamate a rispondere sarebbe di duplice natura:

  • Si dovrebbero dotare sempre più di un approccio di tipo manageriale, indipendentemente da quale che sia la natura giuridica dell’ente, come elemento fondamentale per garantire coesione di servizio, limite di sprechi di risorse e un’alta qualità di assistenza.
  • E dovrebbero limitare al massimo la burocrazia per garantire flessibilità al servizio e per far sì che la struttura possa davvero porsi come centro di servizi in grado di muoversi sul territorio.

A queste importanti riflessioni prospettiche si sono poi aggiunte durante il convegno considerazioni e interventi sul problema della sostenibilità del modello RSA in funzione delle nuove necessità e il problema della nuova giurisprudenza in materia di assistenza sociosanitaria.

Capire a fondo le sfide del futuro impone un occhio clinico sul presente e una visione prospettica. Servono sì nuove strategie, visioni fresche e coraggiose calate sull’oggi, ma serve altrettanto restare più che mai consapevoli di ciò che alla base di tutto resta importante: l’accoglienza dell’altro. Saperne cogliere le richieste, i bisogni e saper rispondere al suo diritto di star bene sono le basi che dovrebbero sempre orientarci. Dati, burocrazie, riforme sistemiche hanno senso solo relativamente al grado di consapevolezza che abbiamo sul bisogno umano.

Per questo, al fine di riflettere su tutti questi numerosissimi e diversificati aspetti dell’assistenza – dai più materiali/strutturali, burocratici a quelli più “umani” – abbiamo voluto costruire anche noi un’occasione di riflessione e costruzione partecipata di idee, capace di raccogliere le nuove sfide all’interno di un’unica parola: la “CASA“.

“Casa” è l’elemento comune a tutti gli aspetti dell’assistenza, il fondamento al quale tutto torna e su cui rifletteremo al nostro Meeting delle Professioni di Cura 2019.

A breve dettagli sulla programmazione e sulle iscrizioni.

 

P.S. Per vedere alcuni interventi del convegno della LIUC, ecco il link utile: http://www.liucbs.it/notizie-ed-eventi/rsaetempodiriforma/

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: